Chi siamo

Esperienza e professionalità al servizio del vostro benessere

Integriamo la professionalità e l’esperienza di generazioni di farmacisti con una continua attenzione alle più recenti innovazioni in campo farmaceutico, essendo da sempre particolarmente specializzati in preparazioni galeniche, fitoterapia, omeopatia, dermocosmesi e nutrizionistica.

La nostra storia

La Farmacia Santa Zita ha, per quanto riguarda i passaggi di titolarità, un trascorso invero ricco di cambiamenti. In data 24 aprile 1907, il dottor Testa ottiene dalla Prefettura l’autorizzazione ad aprire una nuova farmacia in Torino, in via San Donato al n° 25. Morano Giuseppe e Monaca Eugenio, farmacisti, acquistano dal dottor Carlo Testa la farmacia di prossima apertura con decreto 1 aprile 1908. Di lì a poco, i suddetti farmacisti Morano e Monaca vendono la farmacia al dottor Giacomo Torta. Il 27 aprile 1909, con atto registrato in Torino al 27 maggio 1910, il dott. Giacomo Torta vende la farmacia al dottor Lecchi Marco. Il 12 dicembre 1911, il dottor Lecchi Marco vende la Farmacia ad Antonio Varale. Il 18 novembre 1913 il dottor Antonio Varale vende a sua volta al dottor Luigi Giacosa.

 

Il dottor Luigi Giacosa vende il 3 gennaio 1918 al dottor Erminio Gelmi. Con atto datato 19 settembre 1947, tramite la vendita da parte di Eraldo, Bruno Gelmi e la sig.ra Bici Duse, vedova Gelmi, la proprietà e la titolarità passano definitivamente alla famiglia Sacchi, con l’intestazione al dottor Silvestro Sacchi. Dal 1 marzo 2003, la titolarità viene trasferita dal padre Silvestro al figlio Roberto Sacchi.

Anche per quanto riguarda l’ubicazione della sede, la farmacia Santa Zita ha un trascorso altrettanto movimentato: dopo aver ottenuto l’autorizzazione di apertura in via San Donato 25, la sede è stata trasferita per circa 10 anni al numero 27 di via Cibrario, per poi essere trasferita sempre in via Cibrario al numero 22. Con decreto 8 dicembre 1930, la sede è stata nuovamente spostata al 32 bis di via Cibrario. In ultimo, all’acquisto da parte della famiglia Sacchi, la farmacia ha fissato definitivamente la propria sede al numero 33 bis di via Cibrario, dove è tuttora ubicata.

“ATTRAVERSO IL BLU”

IN COLLABORAZIONE CON L’OSPEDALE MARIA VITTORIA DI TORINO E L’ASSOCIAZIONE ARTES MEDIA PROJECT LA FARMACIA SANTA ZITA HA CONTRIBUITO ALLA MOSTRA “ATTRAVERSO IL BLU – MAMME E BIMBI DELL’OSPEDALE MARIA VITTORIA” opere di laura valle che si e’ tenuta dal 17/05/2017 presso la cappella dell’ospedale maria vittoria in via cibrario 72

Attraverso il blu mostra di 30 opere dell’artista Laura Valle.

Le opere sono state presentate presso il Complesso Ospedaliero Maria Vittoria di Torino (via Cibrario 72) il 16 (conferenza stampa) e il 17 (apertura al pubblico) Maggio 2017

Gli scatti, un corpus di fotografie in bianco e nero, ritraggono mamme con i loro bimbi nell’arco di di tempo tra le 24 e le 48 ore dopo il parto. Affrontano il tema dell’intensa e totalizzante condizione fisica ed emotiva che coinvolge e unisce la madre alla sua creatura data alla luce appena uno o due giorni prima. Una situazione di straordinaria unicità e gioia ma di altrettanta fragilità, i cui contorni si sfocano e si fondono tra l’affaticamento del corpo e la percezione di un cambiamento cruciale unito talvolta a un senso di inadeguatezza il cui peso richiede comprensione, aiuto, sostegno, in quanto le conseguenze di questo momento incideranno non solo sulle loro esistenze, ma di riflesso sul tessuto sociale di una intera comunità. -segue-Link alla pagina web di Laura Valle.

In occasione dell’Inaugurazione della mostra il Dott. Emanuele Sacchi ha scritto e presentato una sua personale interpretazione dell’iniziativa:

Futuro eterno presente. Mani di un bambino che modella la creta.

Un haiku. Tre versi. Uno per il passato, uno per il presente ed uno per il futuro. Così mi è piaciuto immaginarmi, in un connubio di parole e arte, il punto di contatto che Michelangelo ha ravvisato nella Cappella Sistina. Quella scintilla scaturita dal dito del Divino e trasfigurata nell’anima incarnata di un Uomo-Dio, quella “canna al vento” che Pascal intese quale forte fragilità della natura umana. Siamo qui, noi, a contemplare il grandioso mistero della nascita, della venuta al mondo, evento intrinsecamente legato alla maternità che questa esposizione artistica vuole rappresentare. I luoghi dell’anima come questi sono fortissimi, ma la loro natura è quasi impalpabile, eterea eppure tanto reale e solida da prender vita lei stessa nelle opere che la raffigurano. Guardare alla maternità significa infatti entrare nell’intimo legame originatosi tra una madre e la sua creatura, frutto del proprio grembo, ben oltre un semplice vincolo di sangue e carne. Le più recenti teorie scientifiche parlano di un corpo umano intriso di meccanica quantistica, di fini meccanismi biochimici e di reazioni chimiche. Ma la poesia…la poesia della vita che qui si celebra ha la stessa densità del primo respiro compiuto da un neonato, la stessa intensità di una piccola mano che stringe il dito materno, quella stessa energia di pura luce che mai, appieno, disveleremo. Vorrei concludere con questa riflessione, pertanto: è il vento dello Spirito, nel suo quieto stormire, a far volare in terreno fertile i semi di soffione.

Esperienza e professionalità

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